Apana Vayu, l’energia che scende verso il basso

Tra le cinque energie legate all’elemento vento presenti nel corpo umano, secondo la scienza ayurvedica, Apana Vayu è quella che…

regola le funzioni di “movimento” verso il basso di tutte le aree e dei sistemi presenti nell’uomo. Dal parto, alla minzione, dalla defecazione al lasciar andare, Apana vayu si attiva per svolgere tali funzioni, quando queste funzioni sono compromesse o alterate, è questo sudbosha che non è in equilibrio.

Nella medicina Ayurvedica è fondamentale comprendere il concetto di dosha per capire il funzionamento della fisiologia umana. I dosha sono umori biologici o energetici . Il primo dosha si chiama Vata e la sua sede elettiva di creazione si trova nell’intestino crasso e nella testa, regola il flusso ed il movimento di tutto ció che è presente nell’organismo, umori biologici, sangue, impulsi elettromagnetici, pensieri, emozioni, esso determina l’impulso per il battito cardiaco. Pitta il secondo dosha, è addetto alla trasformazione, da lui dipendono le funzioni metaboliche di sintesi chimica e di rielaborazione dei pensieri e delle emozioni, la sua sede elettiva è l’intestino Tenue. L’ultimo Dosha presente è Kapha, da lui dipende la costruzione e la struttura di tutti i tessuti, lui presiede alla stabilità e alla coesione molecolare, presiede gli stati di calma mentale di di stabilità emotiva, le sue sedi elettive sono lo stomaco ed i polmoni

Questa breve e sommaria descrizione ci puó dare una panoramica funzionale dell’essere umano ma per entrare nelle specifiche attività dei dosha e del funzionamento degli apparati umani è necessario conoscere i sub-dosha cioè gli affinamenti operativi dei dosha.

Oggi approfondiremo nello specifico APANA VAYU, sub dosha di Vata da lui dipendono tutti gli organi situati nella regione Pelvica, dall’ombelico fino al perineo. a livello di forza Energetica la sua direzione è corretta se diretta verso il basso altresì i problemi che si generano sono importanti.


Vediamo nel dettaglio quali flussi corporei controlla Apana Vayu:

minzione, defecazione, eiaculazione, flusso mestruale, spostamento dell’ovulo verso le tube di Falloppio, espulsione del feto, tutti i movimenti della muscolatura striata lombare, addominale ed del bacino.

l movimento quindi degli umori biologici e dei muscoli lisci nei diversi organi vengono determinati dall’influsso che Apana ha sul sistema nervoso autonomo. Il cattivo funzionamento del sub-dosha che si genera quando è prodotto in eccesso o in difetto oppure quando il flusso biologico si muove verso l’alto o ristagna genera mal funzionamento o patologie negli organi e nei tessuti: colon (intestino crasso), retto, ano, vescica, uretra, reni, prostata, utero, cervice, vagina, muscoli addominali inferiori, muscoli del pavimento pelvico, anche e bacino, muscoli lombari

È fondamentale in Ayurveda conoscere le qualità di un sub-dosha affinche la scelta della dieta o meglio della linea di cura rispetti ed eventualmente riporti le giuste qualità chiamate guna in equilibrio. Per quanto concerne Apana quelle sottoriportate sono le proprietà che ne caratterizzano un buon funzionamento:
Freddo, leggero, secco, Ruvido, duro, sottile, chiaro, mobile, irregolare.
riportare in stato di salute un sub dosha alterato a volte significa scegliere sostante curative con guna speculari, im modo di pareggiare le alterazioni, ad esempio se Apana vayu è alterato il caldo serve a riequilibrare l’eccesso di freddo che si genera nei tessuti. Chiamati anche dhatu.

Generalmente quando queste qualita non sono rispettate e presenti in forma e modo adeguate possono comparire patologie quali: costipazione addominale, feci frequenti, IBS (sindrome dell’intestino irritabile), gonfiore basso addome, incontinenza, infezione del tratto urinario, eiaculazione precoce, rigidità e dolore lombare, discopatie, difficoltà mestruale (insufficiente, eccessiva, mestruazioni dolorose), dolori articolari dell’anca o immobilità, prostatiti, impotenza, aborto spontaneo.

Appresi gli ambiti controllati da Apana vayu e le patologie causate da un suo cattivo funzionamento, le sue caratteristiche fisiologiche ed il suo naturale movimento verso il basso puó risultare interessante conoscere suggerimenti circa le linee di cura necessarie per ristabilire l’equilibriio e la salute nella persona.


YOGA e pratica fisica


Quando Apana vayu è fuori controllo dobbiamo rieducarlo, rianimarlo, rafforzarlo, tonificarlo, stabilizzarlo e rilassarlo agendo sulla parte bassa del tronco, sull’addome e la zona pelvica.
E necessario soprattutto riportare la sua direzione d’azione verso il basso
Nello Yoga sono indicati Asana Pranayama e Bhanda che che agiscono sull’addome, sulla cintura lombare sul bacino e sull’area pelvica.
Indicate sono le posizioni che contemperano flessioni, torsioni ma soprattutto posizioni accovacciate, inoltre movimenti di contrazione del Perineo e respirazioni addominali e riscaldanti (agni sara)
MASSAGGIO, BASTI e pratiche curative.
È indicato un Vata Abyangham (massaggio Vata) su tutto il corpo ma nello specifico sulla cintura lombo-addominale utilizzando Olio caldo come Pinda tailam oppure Dhanwantharam tailam. È utile applicare sulla zona fra l’ombelico ed il pube potali caldi preparati con erbe Vata oppure usancdo gli stessi tailam sopraindicati, sempre sulla stessa zona, applicare Basti per 20 minuti. Puó essere utile effettuare dei Basti interni o enteroclima na ció và valutato solo dal terapista o dal medico.

Regime dietetico


La condotta alimentare deve innanzitutto rispettare i principi ayurvedici che riguardano il modo di mangiare ad orari regolari, a pranzo entro le 14 ed a cena entro le ore 20. Bere almeno un litro e mezzo senza esagerazione, di acqua al giorno tiepida ed iniziare la giornata la mattina con una tazza di acqua calda con una goccia di limone. Assumere cibi cotti e caldi dal gusto o Rasa Dolce, Salato od Aspro.
Consigliate sono le Patate, broccoli, rape, fagiolini finocchi e cipolla carote. Frutta non astringente quindi sono consigliate prugne, pesche, meloni, ciliege albicocche, mele e pere, mamgo e avocado. Carne di pollo, tacchino e pesce bianco, legumi come lenticchie e soia verde ben cotti cucinati con curcuma gli altri legumi non abbondare. Cereali tutti ben cotti e tutti i latticini . Usare sempre masala per condire i cibi o usare spezie come cumino, zenzero, curcuma, pepe, cannella chiodi di garofano, usare il miele.
evitare caffè, alcol, frutta secca, pane lievitato, cibi pesanti da digerire e dal sapore astringente, piccante ed amaro, crudi e freddi.


Erbe e dravya (rimedi)


Ayurveda offre una gamma di soluzioni a base di erbe per sostenere il corretto funzionamento di apana. A seconda della funzione specifica di che si mira a trattare, esistono diverse soluzioni.
La Radice di valeriana è una delle migliori piante per correggere gli squilibri di apana vayu. E ‘molto efficace per l’eliminazione sama vata (AMA prodotto da vata aggravato nel colon). Aiuta a rieducare apana a muoversi correttamente verso il basso. È un lassativo, purifica l’intestino, oltre ad avere un effetto calmante . Piccole dosi sono ben tollerato dalla maggior parte delle persone, tuttavia, a causa della sua natura di riscaldamento, deve essere assunto con cautela nei casi di Pitta alto.
Triphala in polvere per. E ‘forse uno dei migliori rimedi naturali per proteggere e ringiovanire l’intestino, la pelle, gli occhi e le ossa, e soprattutto, l’intestino crasso. È un tonico generale molto utile a sé stante. L’uso regolare di piccole quantità di 1-2 grammi al giorno prima di coricarsi è sicuro per tutti i tipi di corpo e aiuterà a indirizzare il colon e sostenere l’eliminazione sana.

Articolo pubblicato su “l’Altra medicina” nel 2018, scritto in collaborazione con Sem Galbiati, terapista ayurvedico

Contattami per imparare alcune semplici pratiche che possono aiutarti a vivere meglio in equilibrio o per un trattamento ayurvedico, sceglieremo insieme il percorso più adatto per il tuo star bene.

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Elena Carafa

Elena Carafa

Fondatrice di Esserenza

Artista e designer
Terapista ayurvedica
Operatrice in discipline Bio Naturali DBN
Reg. Uff. Reg. Lombardia n.29-2020/TA29

Ho imparato nell’esperienza delle cose che l’arte, come la intendo io, è quel momento che si presenta ogni volta che vogliamo afferrare la nostra essenza. L’arte per l’arte non mi è mai interessata, a me interessa la magia che s’infonde nella relazione essere umano, spazio, tempo, materia. Lo scopo finale è il processo, ossia conoscersi sperimentando, approfondendo e provando: è farne esperienza diretta, appunto, solo così si trasformano continuamente le nostre esistenze, sempre in nuove forme, come nel gioco spontaneo che un bambino può fare con un legnetto su una spiaggia.

Ho osservato e studiato molto i giochi dei bambini e come gli adulti vivono i propri ambiti di conoscenza e sviluppo di sé stessi; da queste osservazioni dirette ho delineato una modalità che applico in tutte le attività che faccio e faccio fare: cerco sempre di creare quello spazio magico dove possano avvenire processi trasformativi di significato. L’arte, le pratiche dello Yoga e dell’Ayurveda, così come altre discipline o tecniche diventano “ambiti”  dove possono realizzarsi tali processi.

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