Le posizioni ribaltate nello yoga

Nella pratica yoga le posizioni ribaltate sono sempre le più difficili da eseguire. Non è solo una questione tecnica, ossia di capacità fisiche per poter assumere e mantenere una posizione sulle mani o sulla testa, ma riguarda una sfera molto più intima.

Il primo tema è il mettersi alla prova con la propria capacità di vedere il mondo da un altro punto di vista, cioè quello che solitamente non siamo abituati a vedere, un punto di vista “ribaltato” che nel corpo si percepisce con l’instabilità, la distorsione visiva, la scomodità, il disallineamento, posizioni scomode che ci possono rivelare qualcosa che possono sconbussolare il nostro apparente equilibrio.

Il secondo tema, legato al primo, è quello del superamento dei propri limiti. Per sentirci sicuri, stabili, seguiamo la necessità di autodefinirci e quindi di “sapere di conoscerci” ; ci diciamo costantemente, “io quello non lo saprò mai fare”, “io son fatto così”, dandoci dei limiti, creando così nella nostra mente una forma di noi stessi che decidiamo di essere, quella che di solito è più comoda e che secondo noi non deve cambiare mai. Questa falsa visione di noi stessi è autocastrante e si basa su delle false credenze.

Sta a noi scoprire e credere che possiamo essere sempre nuovi. In questo caso è possibile sperimentarsi costruendo con il corpo quella postura/posizione che va conquistata passo passo lentamente (supportati sempre da una tecnica precisa che deve essere insegnata con adeguata professionalità).
Queste posture significano, lasciarsi andare all’inedito, accogliere senza sapere quali sono quelle parti di noi che si trasformeranno in qualcosa d’altro, perché così si costruisce dal di dentro noi stessi, facendosi attraversare e accogliendo con gioia e fiducia.

Un vero e proprio laboratorio di sfide, conquiste, riconoscimenti, emozioni,… tutte espressioni dell’essere in sol colpo nel laboratorio Yoga teen!

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Elena Carafa

Elena Carafa

Fondatrice di Esserenza

Artista e designer
Terapista ayurvedica
Operatrice in discipline Bio Naturali DBN
Reg. Uff. Reg. Lombardia n.29-2020/TA29

Ho imparato nell’esperienza delle cose che l’arte, come la intendo io, è quel momento che si presenta ogni volta che vogliamo afferrare la nostra essenza. L’arte per l’arte non mi è mai interessata, a me interessa la magia che s’infonde nella relazione essere umano, spazio, tempo, materia. Lo scopo finale è il processo, ossia conoscersi sperimentando, approfondendo e provando: è farne esperienza diretta, appunto, solo così si trasformano continuamente le nostre esistenze, sempre in nuove forme, come nel gioco spontaneo che un bambino può fare con un legnetto su una spiaggia.

Ho osservato e studiato molto i giochi dei bambini e come gli adulti vivono i propri ambiti di conoscenza e sviluppo di sé stessi; da queste osservazioni dirette ho delineato una modalità che applico in tutte le attività che faccio e faccio fare: cerco sempre di creare quello spazio magico dove possano avvenire processi trasformativi di significato. L’arte, le pratiche dello Yoga e dell’Ayurveda, così come altre discipline o tecniche diventano “ambiti”  dove possono realizzarsi tali processi.

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